Edizione 2009 - La coscienza
Edizione 2009 - La coscienza
La Reproduction Interdite, René Magritte, 1937, Museo Boijmans Van Beuningen, Rotterdam. Organizzatori e comitato scientificoGiovanni Lucignani, Marco Poli (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biomediche, Università degli Studi di Milano) Segreteria: Cristina Martelli |
Relazioni edizione 2009Lettura della mente/lettura del cervelloUno degli aspetti più discussi in relazione alla sempre maggiore diffusione delle metodiche di neuro immagine cerebrale, quali la risonanza magnetica funzionale, riguarda la possibilità da parte di soggetti esterni di accedere direttamente ai contenuti mentali di un altro soggetto, mediante la “lettura” dei correlati neurali delle attività mentali. Le prospettive “applicative” di questo tipo di studi (ad esempio, come “lie detector”), con tutte le implicazioni etiche e sociali connesse, appaiono ancora lontane dalla effettiva realizzabilità, a causa soprattutto di limitazioni di tipo metodologico. Tuttavia, ad un livello conoscitivo, la possibilità di analizzare in gruppi di soggetti impegnati in compiti cognitivi l’attività cerebrale correlata sta fornendo una messe di informazioni che consentono di ipotizzare la presenza di processi di cui il soggetto non è necessariamente consapevole. Esempi sono la presenza di attivazioni in aree motorie durante compiti puramente linguistici che tuttavia contengono parole o frasi relative ad azioni, e la loro de attivazione in caso di farsi negative; o l’attivazione in aree collegate all’elaborazione delle emozioni durante compiti linguistici su parole astratte. Ampia risonanza hanno avuto anche studi che avrebbero consentito di individuare i correlati di pregiudizi inconsapevoli relativi a stereotipi sociali e razziali. Questo tipo di risultati (e soprattutto la loro interpretazione) aprono una serie di complessi problemi di tipo epistemologico, che vanno a toccare temi centrali della filosofia della mente, quali il rapporto mente/cervello. Correlare una attività mentale cosciente con una attività neurale è un processo che la maggior parte degli studiosi compie correntemente, mentre il processo inverso (inferire una attività mentale da un pattern di attivazione) appare al momento possibile solo per aspetti elementari di codifica di uno stimolo (ad esempio, decidere se il soggetto ha identificato un volto o un oggetto inanimato). L’interpretazione di attivazioni cerebrali che non sembrano corrispondere a processi consapevoli apre delle prospettive ancora più complesse. Relatore Stefano F. Cappa[CV e pubblicazioni] |