Edizione 2009 - La coscienza
Edizione 2009 - La coscienza
La Reproduction Interdite, René Magritte, 1937, Museo Boijmans Van Beuningen, Rotterdam. Organizzatori e comitato scientificoGiovanni Lucignani, Marco Poli (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biomediche, Università degli Studi di Milano) Segreteria: Cristina Martelli |
Relazioni edizione 2009Coscienza e soggettivitàNegli ultimi anni si è assistito al proliferare di "teorie" scientifiche della coscienza umana su base cognitiva-neurobiologica. Sebbene nessuna tra loro vada anche soltanto vicino a fornire una spiegazione completa dei fenomeni che raggruppiamo sotto l'etichetta di «coscienti», esse sembrano condividere l'idea che l'essenza della coscienza sia da ricercare nell'attività cerebrale. Due sono gli ostacoli filosofici rispetto a questa impostazione. Il primo ha a che fare col fenomeno degli stati qualititativi. Con le parole di Thomas Huxley: «Come avvenga che qualcosa di così notevole come uno stato di coscienza sia il risultato della stimolazione del tessuto nervoso è tanto inspiegabile quanto la comparsa del Genio nella favola, quando Aladino strofina la lampada.» (T. H. Huxley, Lessons in elementary psychology, 1866). Il secondo concerne il fenomeno dell'autocoscienza umana. La forma di coscienza tipica degli esseri umani, contraddistinta dalla consapevolezza di sé, e modificata e connotata radicalmente dall'introiezione di un linguaggio pubblico, è infatti governata da meccanismi di attribuzione e di auto-attribuzione di stati mentali, basati su una psicologia di senso comune, che la conducono ad assumere forme e caratteri il cui rapporto con l'attività cerebrale è tutt'altro che chiarito. Scopo del mio intervento è discutere questa situazione, nel contesto di un modello della soggettività umana che rivaluti tanto la dimensione biologica quanto quella culturale della coscienza. |