Edizione 2009 - La coscienza
Edizione 2009 - La coscienza
La Reproduction Interdite, René Magritte, 1937, Museo Boijmans Van Beuningen, Rotterdam. Organizzatori e comitato scientificoGiovanni Lucignani, Marco Poli (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biomediche, Università degli Studi di Milano) Segreteria: Cristina Martelli |
Relazioni edizione 2009Neuroscienze e Fenomenologia: Tra Neuroni ed Esperienza.Uno degli interrogativi fondamentali cui Edmund Husserl (1859-1938), padre della fenomenologia, aveva cercato di dare una risposta, oggi può essere fatto proprio dalle neuroscienze cognitive: com'è possibile studiare la soggettività, l'approccio in prima persona alla realtà, in modo da poterla descrivere scientificamente senza limitarsi a comprenderla nel modo ineffabile dell'introspezione, che non consente la comunicazione oggettiva tipica della scienza? Uno degli obbiettivi principali delle attuali ricerche delle neuroscienze cognitive, cioè di quella branca delle neuroscienze che ha come oggetto di studio gli aspetti più sofisticati del nostro comportamento intelligente, è il progetto volto a comprendere quali sono i meccanismi nervosi che ci consentono di entrare in comunicazione con i nostri simili, di trasmettere loro i nostri desideri, le nostre credenze, le nostre intenzioni, e, contemporaneamente, comprendere ciò che gli altri fanno e perché lo fanno. Il fine ultimo di questo progetto è quello di chiarire la connessione tra i meccanismi di funzionamento del cervello e le nostre competenze cognitive sociali. Più che naturalizzare la fenomenologia sembra più promettente fenomenologizzare le neuroscienze cognitive, utilizzando le sollecitazioni che provengono dalla riflessione fenomenologica, in particolare dalle analisi sul corpo vivo (Leib) e sul ruolo che esso ha nella costituzione della nostra esperienza delle cose del mondo e degli altri. Ciò può consentire uno studio empirico della dimensione soggettiva e di quella intersoggettiva compiuto su basi nuove rispetto a quelle fin qui in gran parte adottate dalle neuroscienze cognitive. Soprattutto, senza sacrificare o eliminare gli aspetti in prima persona dell'esperienza che quotidianamente facciamo del mondo degli oggetti come di quello popolato da altri esseri umani. E senza minimizzare gli aspetti preteoretici e pragmatici della nostra relazione con il mondo. La capacità di comprendere gli altri in quanto agenti intenzionali, lungi dal dipendere esclusivamente da competenze mentalistico-linguistiche, è fortemente dipendente dalla natura relazionale dell'azione. Secondo quest'ipotesi, è possibile conseguire una comprensione diretta delle azioni altrui modellando il comportamento altrui come azione intenzionale sulla base di un'equivalenza motoria tra ciò che gli altri fanno e ciò che fa l'osservatore. Il meccanismo di risonanza motoria dei neuroni specchio, originariamente scoperto nel cervello della scimmia ed in seguito scoperto anche nel cervello umano, è verosimilmente il correlato neurale di questa facoltà umana, descrivibile in termini funzionali come "simulazione incarnata". L'azione tuttavia non esaurisce il ricco bagaglio di esperienze coinvolte nelle relazioni interpersonali. Ogni relazione interpersonale implica infatti la condivisione di una molteplicità di stati quali ad esempio l'esperienza di emozioni e sensazioni. Recenti evidenze empiriche suggeriscono che le stesse strutture nervose coinvolte nell'esperienza soggettiva di sensazioni ed emozioni sono attive anche quando tali emozioni e sensazioni vengono riconosciute negli altri. Sembra quindi che una molteplicità di meccanismi di "rispecchiamento" siano presenti nel nostro cervello. I vari meccanismi di rispecchiamento presenti nel nostro cervello, grazie alla creazione di una "consonanza intenzionale", ci consentono di riconoscere gli altri come nostri simili e verosimilmente rendono possibile la comunicazione intersoggettiva ed una comprensione implicita degli stati mentali altrui. L'architettura funzionale della simulazione incarnata, originariamente scoperta a livello neuronale nel dominio delle azioni, potrebbe costituire una caratteristica di base del nostro cervello, rendendo così possibili le nostre ricche e diversificate esperienze intersoggettive ed essere alla base della nostra capacità di empatizzare con gli altri.
Vittorio Gallese Dipartimento di Neuroscienze Università di Parma Parma E-mail: vittorio.gallese@unipr.it
Relatore Vittorio Gallese[CV e pubblicazioni] |