Edizione 2009 - La coscienza
Edizione 2009 - La coscienza
La Reproduction Interdite, René Magritte, 1937, Museo Boijmans Van Beuningen, Rotterdam. Organizzatori e comitato scientificoGiovanni Lucignani, Marco Poli (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biomediche, Università degli Studi di Milano) Segreteria: Cristina Martelli |
Relazioni edizione 2009Neuromania. Il cervello e l’animaIn questi ultimi tempi le storie che hanno a che fare con i neuroni, i geni ed il cervello sono sempre più in voga. Abbiamo riviste serie, come Nature e Science, che sono tentate da lavori in cui variabili classiche, ad esempio gli atteggiamenti politici, sono messe direttamente in correlazione con variabili neurofisiologiche. Si tratta di capire se le risposte del cervello di chi ha determinati orientamenti politico-culturali presentano caratteristiche diverse da chi non li condivide (questi lavori sono ovviamente di moda perché nel 2008 c’è stata l’elezione molto attesa del nuovo presidente statunitense). Tuttavia le stesse riviste pubblicano dibattiti che mettono in dubbio l’attendibilità di questi risultati, mostrando la debolezza degli assunti metodologici e la complessità di presupposti teorici che si danno per scontati nei lavori di cosiddetta neuro-politica (per i riferimenti cfr. Legrenzi e Umiltà, 2009). Poi abbiamo la divulgazione scientifica da parte dei mass-media, da quelli seri fino a quelli più popolari. Qui il fenomeno è meno stupefacente perché la presunta scoperta del centro cerebrale dell’innamoramento o dei geni della delinquenza è una storia antica, che prende sempre forme nuove. Potremmo dire che è una sorta di fiume carsico che serpeggia nella cultura occidentale fin dai tempi dell’Homme Machine di Julien Offray de La Mettrie (1747). Non intendo certamente oppormi ad un “riduzionismo di principio”, secondo il quale qualsiasi attività mentale è riconducibile ad una corrispondente attività cerebrale. Non ho neppure difficoltà a concedere che, con il progredire delle neuroscienze (delle neuroscienze cognitive, in particolare) questo riduzionismo di principio potrà tradursi in precise conoscenze sui rapporti fra specifici processi mentali e specifici processi cerebrali. Ciò che sorprende, ed anche un poco preoccupa, è osservare come il senso comune sia passato, nel giro di meno di 20 anni, dal negare (o, nel migliore dei casi, ignorare) il ruolo del cervello e dei fattori genetici nelle attività mentali umane ad attribuirle, non solo come principio ma anche come fatto dimostrato, a processi nervosi e a fattori genetici (la frase “è nel suo DNA” è ora altrettanto onnipresente di quanto lo erano “portare avanti il discorso” e “nella misura in cui”; apparentemente persino le squadre di calcio hanno un DNA che ne detta le peculiarità agonistiche!). Un ciclo della cultura europea, iniziato con Julien Offray de La Mettrie, che per primo si era messo in gioco a suo rischio e pericolo, si è definitivamente chiuso. Sembra un’era, ma in realtà era soltanto il 1745, quando egli diede coraggiosamente alle stampe la Storia naturale dell’anima. La Mettrie non riuscì subito ad eliminare l’anima. Anzi, lo scalpore sollevato dalla pubblicazione fu tale che dovette rifugiarsi a Leida. Centocinquanta anni dopo, entrò sulla scena l’inconscio freudiano, ma la sua comparsa impallidisce di fronte al più pervasivo ed omnicomprensivo inconscio delle scienze cognitive contemporanee. Mentre in Freud i contenuti mentali inconsci sono limitati ad un settore di quella che oggi chiameremmo la memoria a lungo termine episodica e/o autobiografica, le neuroscienze cognitive moderne sostengono che la grande maggioranza dei processi di pensiero dell’uomo e i loro contenuti sono inconsci (senza però distinguere fra ciò che Freud chiamerebbe inconscio e ciò che chiamerebbe preconscio). Ora il problema non è più spiegare perché i contenuti mentali possano essere inconsci, bensì spiegare come mai alcuni di essi possano raggiungere il livello di coscienza. La ricerca ha dimostrato come procedure “silenti” governino quasi tutta la nostra vita mentale, non solo i processi più elementari, persino il nucleo centrale del ragionamento e del pensiero.
Riferimenti per l’intervento: Paolo Legrenzi, Carlo Umiltà (2009), Neuromania, Bologna, il Mulino. Relatore Paolo Legrenzi[CV e pubblicazioni] |